raggiungere gli obiettivi

3 ragioni per cui non raggiungi i tuoi obiettivi

Non riuscire a raggiungere i propri obiettivi è una delle maggiori cause di stress e frustrazione per molti imprenditori e uno degli argomenti più discussi nei miei programmi di coaching.

Se mi segui sui Social Media – in particolare su Instagram (@paoladevescovi) e LinkedIn – saprai che sto per concludere il Prosperity Summer Camp, il mio programma di coaching di gruppo della durata di 10 settimane che ho lanciato quest’anno per la prima volta. Ho scelto l’estate per questo programma perché è un periodo in cui generalmente i ritmi lavorativi rallentano e ci si può prendere del tempo per guardare le cose da una prospettiva diversa, fare il punto sul proprio business o carriera, valutare cosa funziona e cosa non funziona, riflettere sui cambiamenti da introdurre ed eventuali cose da eliminare e su come modificare il proprio business o la propria vita, o entrambi.

Sono orgogliosa dei risultati raggiunti dai partecipanti a questo programma, della chiarezza e della consapevolezza che hanno raggiunto. Ma devo dire che sono anche felice degli ostacoli e delle limitazioni che sono emersi, impedimenti alla realizzazione dei loro obiettivi, e che hanno condiviso durante le sessioni.

Con questo gruppo, sono emersi in particolare 3 temi che considerano le ragioni principali che impediscono loro di far crescere il proprio business e che hanno un impatto anche sulla vita personale:

  1. Traumi legati agli obiettivi di cui hanno avuto esperienza diretta o indiretta
  2. Procrastinazione
  3. Troppe idee o troppi progetti che iniziano e che difficilmente concludono.

Esaminiamo ognuno di questi temi.

1. Traumi legati agli obiettivi

Di cosa si tratta? La mia mentore Margaret Lynch definisce il trauma legato ad un obiettivo come “qualsiasi esperienza passata che causa:

  • Un elevato livello di ansia, rabbia e/o delusione quando si ripensa all’esperienza in questione
  • Un elevato livello di stress o reazione eccessiva quando si affronta una situazione percepita come simile all’esperienza passata
  • Perdita di potere personale in termini di fiducia, sicurezza e credibilità”

Questo tipo di traumi si verifica quando ci si butta anima e corpo nella realizzazione di un sogno, quando si hanno obiettivi ambiziosi nel cui esito positivo si crede ciecamente nonostante i detrattori e la vocina interiore che vuole convincerci delle mille ragioni per cui dovremmo lasciar perdere e occuparci d’altro.

Si è impegnati al 100% nella realizzazione dell’obiettivo al punto di sacrificare se stessi e lavorare tantissimo. Ma accade qualcosa e l’obiettivo non viene raggiunto con il risultato di dover affrontare una grande perdita e il senso di fallimento.

Dopo un’esperienza come questa, non si ha più fiducia in se stessi, né negli altri o nell’Universo e si tende a diventare molto più scettici circa la propria capacità di realizzare altri obiettivi, non necessariamente ambiziosi.

Nuovi obiettivi o progetti vengono affrontanti con dubbi ed esitazione. E anche quando si desidera fortemente perseguire un nuovo obiettivo, lo “scettico interiore” – la vocina che non tace mai –  farà di tutto per non farci “credere fino in fondo”.

2. Procrastinazione

Nel 2010 ho dedicato un post proprio al procrastinare e alle strategie anti-procrastinazione, purtroppo solo in inglese (lo rielaborerò presto in italiano. Nel frattempo se ti interessa, puoi trovarlo qui).

In quel post ho indicato 3 principali cause della procrastinazione. La prima è che probabilmente si considera il compito o l’attività da svolgere spiacevole e si trovano tutte le scuse per non occuparsene. Un’altra ragione è che la mancanza di organizzazione. La terza è che le capacità decisionali lasciano un pò a desiderare e non si riesce a prendere una decisione sul da farsi perché si teme di prendere la decisione sbagliata e, pertanto, si preferisce non agire.

Oggi però so che ci sono delle cause più profonde che ci portano a procrastinare, legate ad esperienze per vari motivi “dolorose” – il trauma legato ad obiettivi è una di queste – che scatenano credenze limitanti, emozioni come paura e ansia, stress, per cui si rimanda ciò che si dovrebbe fare e ci si dedica ad altro considerato più piacevole o per cui ci si sente più a proprio agio.

3. Troppe idee o troppi progetti

Quando si hanno troppe cose da fare, probabilmente è perché abbiamo detto troppi sì. Si prendono troppi clienti per essere sicuri di avere entrate costanti. Oppure si iniziano troppi progetti perché ci sono maggiori probabilità che almeno uno di questi vada bene, oppure perché semplicemente ci si annoia facilmente e ci piace l’entusiasmo delle fasi iniziali di un progetto – confesso di conoscere bene questa sensazione….

Quando si dicono troppi sì, si è distratti e non si riesce a concludere nulla, si perde di vista la qualità del lavoro e ci si trova ad avere un’interminabile lista di cose da fare. Il risultato? Stress e sfinimento.

Prendere consapevolezza di un eventuale trauma legato agli obiettivi, di quando si tende a procrastinare o a dire troppi sì, è il primo passo per iniziare a lasciar andare ciò che ci tiene fermi, che non ci fa agire, che ci impedisce di concentrarci sul progetto che ci farebbe realizzare il sogno che ci cambia la vita..

Per diventare più consapevoli, bisogna imparare ad essere più “presenti”, attenti e concentrati su cosa si fa, ascoltare i propri pensieri e le proprie credenze e individuare quali ci portano ad agire sempre nello stesso modo.

E’ importante osservare i propri pensieri e scriverli oppure registrarli sul telefono. Osservandoli si possono individuare pattern, temi o comportanti ricorrenti e identificare le storie che ci raccontiamo quando non vogliamo fare qualcosa, quando procrastiniamo o diciamo sì all’ennesimo progetto o richiesta.

Nel mio prossimo programma di coaching di gruppo, Re-Connect, che parte il 15 settembre, ci occuperemo anche di questi temi e darò esercizi e strategie per lasciar andare le cause profonde che ci impediscono di realizzare i nostri obiettivi con l’aiuto del tapping (o EFT – Emotional Freedom Technique) e dei principi della fisica quantistica.  Se sei interessato ad avere maggiori informazioni sul programma, visita la pagina dedicata a Re-Connect, oppure invia un’email all’indirizzo info@projectprosperity.com indicando “Re-Connect” nell’oggetto..

“Il primo passo per il cambiamento è la consapevolezza. Il secondo passo è l’accettazione”

– Nathaniel Branden –

Al tuo successo e alla tua prosperità

 

P.S. Se desideri ricevere risorse GRATUITE, iscriviti alla mia nuova newsletter “Prosperity Quantum Waves” e ricevi ogni settimana i nostri video con strumenti, risorse, meditazione, scienza e suggerimenti per aiutarti a focalizzarti sulle cose importanti e liberarti di ciò che ti impedisce di creare prosperità nel tuo business e nella tua vita.

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